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Il cervello che legge nell`era digitale

Il cervello che legge nell`era digitale

Come cambia, se cambia, il cervello nell'era digitale? Continuerà ad evolversi e a sviluppare nuove connessioni? Riusciremo ad approfondire concetti o a provare emozioni, come ci capita con un libro cartaceo, oppure saremo destinati a rinunciare alla profondità, per essere sempre più multitasking? E come concilieremo l'aumento esponenziale delle sollecitazioni col bisogno di pensare e di concentrarsi?   

A margine del convegno "The reading brain in the digital era" ("il cervello che legge nell'era digitale") che si è tenuto a Spoleto, il 7 luglio 2016, abbiamo intervistato la neuroscienziata Marianne Wolf, autrice del best seller "Proust e il calamaro" (ed. Vita e pensiero), che ha dedicato la vita allo studio del cervello che legge. 

Insieme al suo parere quello degli altri esperti intervenuti alla tavola rotonda di Spoleto,: il neuroscienziato Leonardo Fogassi, tra gli scopritori dei neuroni specchio e gli esperti di comunicazione digitale Gino Roncaglia e Maria Grazia Mattei. 

L'evento è stato organizzato dalla Regione Umbria in collaborazione con l'ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia, il centro per il libro e la lettura (MiBACT) e l'associazione Italiana Biblioteche sezione Umbria., durante il Festival dei Due Mondi di Spoleto.