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Vittorio Gallese: la cultura della convivenza

Vittorio Gallese, il neuroscienziato che ha scoperto, assieme ai colleghi dell'Università di Parma, i neuroni specchio, intervistato al Festival della Filosofia di Modena del 2016, affronta il tema della convivenza dal punto di vista di un biologo.

Il nostro cervello, afferma Gallese, è costituito da decine di miliardi di neuroni, tutti interconnessi e diventare chi siamo è un processo che visto dal punto di vista della convivenza dei neuroni si traduce in una ottimizzazione della comunicazione tra i neuroni stessi. Attraverso questa coabitazione dei neuroni all’interno del nostro cervello e l’ottimizzazione dei loro collegamenti e del loro funzionamento noi miglioriamo la convivenza civile

La questione principale è, secondo il neuroscienziato, quella di far coesistere le dimensioni, strettamente legate, della convivenza e dell’aggressività.

L’idea di un mondo totalmente pacificato è un’utopia positiva, un punto verso cui idealmente tendere, anche se è difficilmente realizzabile e lo strumento migliore per avvicinarsi il più possibile a questo orizzonte utopico è quello di rendere l’individuo protagonista, in modo da vedere l’altro come simile a noi.

La cultura rappresenta uno dei pilastri per costruire una convivenza sociale che vada nella direzione utopistica della massima pacificazione, perché offre gli strumenti per disinnescare quei meccanismi che portano all’aggressività e alla violenza, essa ci rende più consapevoli offrendoci gli strumenti per migliorarci.

 

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