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Un superpomodoro ci salverà? Parla il biologo italiano che lo ha sviluppato in Inghilterra

Mentre l’Organizzazione mondiale della Sanità ci mette in guardia contro carni rosse e insaccati (solo se consumati in eccesso e conservati malamente) dalla serra di un laboratorio inglese arriva un pomodoro che protegge le cellule dai processi degenerativi, come quelli dell’invecchiamento e dei tumori.

Dietro il superpomodoro, sviluppato dal centro di ricerca John Innes di Norwich, c’è il lavoro di Eugenio Butelli, un biologo italiano che 8 anni fa salì agli onori delle cronache per aver sviluppato un pomodoro viola, anch’esso con proprietà antiossidanti.

Il segreto del super pomodoro è in un singolo gene, isolato in una pianta modello (l’Arabidopsis thaliana), che se inserito nel Dna del pomodoro attiva una serie di composti naturali (flavonoidi) con un’attività benefica per la salute dell’uomo. Il gruppo in cui lavora Butelli, guidato da Cathy Martin, è riuscito, ad esempio, a far sviluppare nel pomodoro una quantità di resveratrolo (sostanza anti ossidante) pari a quella contenuta in 50 bicchieri di vino.

   Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications e il prototipo potrebbe diventare una fonte di produzione di questo principio per realizzare integratori o cibi arricchiti.
Oltre al resveratrolo, il superpomodoro è ricchissimo anche di un'altra sostanza che aiuta a prevenire i tumori, la genisteina che è contenuta nella soia. 

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