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La teoria dell’incoscio compie 100 anni. Fu allora che Freud svelò la parte nascosta della psiche


Cento anni. Tanti ne sono trascorsi da quando Sigmund Freud ha concettualizzato le sue teorie sull'inconscio espresse nello scritto “Metapsicologia” del novembre 1915, gettando le basi per un concetto centrale della psicoanalisi che è stato poi attualizzato e rivisitato nel tempo.

Nell'inconscio risiedono, secondo la teoria freudiana, pulsioni e contenuti rimossi che sfuggono alla ragione e condizionano i comportamenti degli individui senza che se ne rendano conto.


Per comprenderne l'importanza può essere di aiuto proprio un'immagine di Freud, che paragonò il complesso della nostra psiche a un iceberg: la parte che affiora sopra l'acqua è la parte conscia, mentre tutta la parte sommersa è inconscia.

Nel filmato un estratto della puntata di Visionari (Raitre) del 21 aprile dedicata a Sigmund Freud in cui Corrado Augias intervista il filosofo Umberto Galimberti. Visibili anche le immagini di repertorio della casa di Freud e di una donna con sintomi di isteria, che nei primi del ‘900 veniva visitata presso l’Istituto Cottolengo di Torino.
 

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